mercoledì 21 aprile 2010

memorie di un urbanista

Più che una recensione, un invito. Per gli 80 anni, Edoardo (Eddy) Salzano ha scritto "Le memorie di un urbanista. L'Italia che ho vissuto" edito da Corte del Fontego (Venezia, 2010). Qui.

Il fulcro delle riflessioni, nel suo Eddyburg e anche nel libro, per il poco che ne ho letto, è l´idea che il territorio è un bene comune, a disposizione di interessi collettivi, e non una semplice merce. E quindi non si contratta. E il garante di tutto questo è, o dovrebbe essere, l'urbanista. Sarà... onestamente però questo ruolo riservato agli intellettuali mi ha sempre convinto poco.
Ma un libro di Salzano, e ancor di più questo che è una sorta di storia d'Italia, è anche un ripercorrere la storia della sinistra alle prese con il governare. E l’appunto che mi sento di fare alla posizione di Salzano è proprio il continuare ad affidare l’idea del pubblico, dei beni comuni e dell’interesse generale alle istituzioni statali come se fossero l'unico luogo della sovranità democratica. Forse una teoria dello stato un pò più aggiornata avrebbe evitato di confondere il sistema liberale con la democrazia tout court.

In ogni caso, una delle letture più godibili, sul versante disciplinare ma non solo, che si possa fare. Anche per chi ha lasciato la pianificazione ormai da più di un lustro. Come me.
E anche un pò di invidia perchè mi piacerebbe arrivare a 80 anni con la stessa curiosità intellettuale. O forse mi piacerebbe semplicemente arrivarci.

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