mercoledì 25 gennaio 2012

Nuove architetture a Torino - impressioni di viaggio


Giornata ricca di suggestioni, per gli Architetti del ponente ligure. Arriviamo a Torino addirittura in anticipo, e ci piazziamo di fronte al cantiere del complesso residenziale 25 Verde.
Il progettista Luciano Pia ci spiega, con la semplicità e la gentilezza di chi sa il fatto suo, le motivazioni e le idee guida dell’originale progetto (bravo Luciano!). Poi ci accompagna a visitare varie unità immobiliari, fino alla copertura piana, che diventerà un giardino, e da cui si gode una spettacolare visuale sull’arco alpino, bianco di neve, con un limpido sole (che però non scalda!).
Nell’area post-industriale ex Italgas, la forma “ameboide” di Foster ci attende… I “muratoriani” preparano le loro bordate critiche, che non partono per rispetto del collega Architetto direttore dei lavori che ci racconta delle problematiche del cantiere e delle difficoltà avute nel concretizzare l’Idea (un po’ velleitaria?) dell’ArchiStar. Scopriamo che il direttore lavori viene spesso a Perinaldo, entriamo in confidenza e Marisa, in qualità di vice-sindaco di Dolceacqua, gli offre la cittadinanza onoraria.
La chiesa del Sacro Volto di Mario Botta è una rivelazione. Bello l’esterno, emozionante l’interno, che trasmette un sentimento mistico che raramente si ritrova nelle chiese contemporanee.
Son quasi le due, via! Ci buttiamo da Eataly e, dopo aver ceduto il primato alla “testa” per tutta la mattina, il “ventre” dell’Architetto riprende il sopravvento. Si narra che Lucio abbia fatto ben sette volte la fila per chiappare il dolce (agratis!), mentre Giulia, in mezzo ad un sacco di offertone speciali (tutto ad 1 euro!), è riuscita a comprare i cioccolatini più cari del mondo…
Si riparte. Visita al Lingotto, con passeggiata sulla pista di prova auto sul tetto, con le curve paraboliche (miglior tempo sul giro registrato dal “pistard” Emilio).
Nella Pinacoteca Agnelli (posata sull’edificio, come un’astronave, da Renzo Piano) incontriamo, in un contesto intimo, quasi casalingo, Antonio Canal (detto il Canaletto), Bellotto, due sculture di Canova, Matisse, Picasso, Modigliani, Balla e Severini, con i suoi “lanciers italiens au galop” (il mio preferito).
C’è ancora tempo per la visita al Museo dell’Automobile, che ha ripreso vita dopo il felice intervento di Cino Zucchi. Sono le sette di sera, risaliamo sul pullman, non prima di aver ringraziato i nostri gentilissimi accompagnatori: Carla Barovetti (Presidente della Società Ingegneri e Architetti di Torino); Stefano Vellano (Consigliere S.I.A.T.) Marina Emprin, impagabile organizzatrice, e Paolo Spreafico della ditta Quotalavoro (www.quotalavoro.it) di Imperia che ci ha gentilmente offerto i caschetti e gilet che abbiamo indossato durante le visite in cantiere (grazie Sprea!). Alla prossima.

1 commenti:

Paolo Boscolo ha detto...

Articolo molto interessante, grazie. Paolo Boscolo.